#Agile e le Best Management Practice – parte 1

agile e le best management practice

La famiglia di framework Agile, nata alla fine degli anni ’80, divenne oggetto di crescente attenzione verso la metà degli anni ’90, successo dovuto principalmente alla garanzia di agilità di gestione e realizzazione in linea con ambienti in costante cambiamento.

Ognuno dei framework agile ha una diversa combinazione di nuove e vecchie idee. Ma pongono tutti l’accento sui seguenti concetti chiave: coinvolgimento del cliente, stretta collaborazione tra team e stakeholder, comunicazione diretta (più efficiente della documentazione scritta), team auto-organizzati, consegne frequenti, miglioramenti piccoli e continui.

Questi framework vennero chiamati collettivamente “Agile” nel 2000, ad un incontro nel quale alcuni degli ideatori di tali metodi crearono il manifesto Agile. I maggiori framework Agile sono:

  • Dynamic System Development Method (DSDM)
  • Lean Software Development
  • Kanban
  • Scrum
  • eXtreme Programming
  • Agile Project Management

Agile è un insieme di framework di gestione e realizzazione rigorosamente disciplinati che prevedono la rimozione di processi e documentazioni che non aggiungono valore al cliente. I team Agile (ogni team ha dalle 3 alle 9 persone) sono pluridisciplinari, comunicano in maniera diretta e lavorano insieme al successo dei progetti.

I valori, principi e framework agile devono essere implementati coraggiosamente e con disciplina per poter essere effettivi. Il coraggio è richiesto perché in generale gli individui non amano o accettano facilmente il cambiamento – chi guida una trasformazione Agile deve avere il coraggio di eseguirla correttamente. La disciplina è richiesta perché i framework agile non forniscono una vasta gamma di processi e documenti ma un quadro di riferimento (nucleo del framework) all’interno del quale occorre usare un approccio “inspect and adapt”. La mentalità Agile è obbligatoria all’interno di tutti i team ed è il nucleo, l’essenza di come l’organizzazione lavora.
I framework agile, inoltre, dovrebbero essere sempre facili da comprendere. C’è una relazione diretta tra la complessità di un metodo e quanto viene utilizzato: più complesso è il metodo meno la gente lo userà perché non ha abbastanza tempo o motivazione per capirlo al meglio e utilizzarlo efficacemente.

Se agile viene implementato correttamente può dare un grande contributo,  sia nel settore privato che nel pubblico, grazie a consegne rapide e flessibilità, sempre mantenendo la qualità. Bisogna però non cadere nelle finte implementazioni agile come “Fragile agile” (Agile senza disciplina, che porta a un’implementazione fragile, che può funzionare inizialmente ma che fallisce presto) e “WAgile” ovvero un approccio waterfall mascherato da Agile, in cui a cambiare è solamente la terminologia mentre restano uguali tutte le prassi dell’approccio waterfall.

Infine, i team agile hanno bisogno di svolgere un lavoro professionale all’ interno della loro area di esperienza. Ed è qui che diventa essenziale la conoscenza delle best practice, che forniscono competenze e conoscenze al team.

Ad esempio, ipotizziamo che nel team dell’area service management le risorse abbiamo bisogno di migliorare le loro competenze. In questo caso, sembra decisamente ragionevole supportare il team con una guida che il team stesso possa poi esaminare, adattare ed utilizzare, come ad esempio ITIL.

Se non c’è un knowledge cube, allora i team dovranno sviluppare i loro approcci e questo processo può diventare estremamente lento e implicare una duplicazione di sforzi. Idealmente, i team dovrebbero essere formati da persone intelligenti e motivate che possano avere accesso al know how di altri, che potranno poi esaminare ed adattare al loro contesto.

Avere più guideline significa avere più materiale di riferimento, da utilizzare e adattare. In questo modo i team sono maggiormente in grado di soddisfare i bisogni specifici con i valori, principi e framework Agile.

Ed è per questo che i framework delle best practice possono essere utilizzati come un’eccellente insieme di comprovate best practice per supportare la realizzazione e la gestione agile.

Con agile nasce quindi l’opportunità di abbandonare la mentalità tradizionale e di utilizzare i framework delle Best Management Practice come sono state concepite, ovvero in maniera flessibile e con un approccio “inspect and adapt”. È un grande sbaglio quello di scartare il bagaglio di esperienza delle best management practice pensando che obblighino approcci waterfall o command-and-control.

Hai perso la prima parte dell’articolo? Leggi: Agile e le Best Management Practice – INTRO

“Come gestire un progetto agile, senza rinunciare ai processi aziendali ITIL?”: scopri la risposta iscrivendoti al nostro webinar gratuito “AgilePM e ITIL: un’integrazione possibile nell’ottica dell’approccio multimodello“, il 2 Dicembre alle ore 15.00 con il nostro trainer Fabio Savarino!

Vuoi leggere il white paper originale? Vai sulla pagina Download del sito di QRP International e scarica questo e molti altri case study.