#ITIL: le risposte di un’esperta alle vostre domande – 3

ITIL è l’approccio di IT service management più riconosciuto al mondo.
Nato più di 25 anni fa, ITIL ha rivoluzionato la gestione dei servizi IT: è grazie ad ITIL che molte organizzazioni IT hanno iniziato a focalizzarsi sul “fornire servizi” invece di “gestire tecnologia”.

ITIL è una Best Practice, un metodo per la gestione dei servizi IT non solo teorico, ma testato nella realtà, che fornisce solide fondamenta alle organizzazioni che vogliono migliorare la gestione dei servizi IT al fine di migliorare l’esperienza dei loro clienti sia interni che esterni.

Il numero di professionisti certificati ITIL continua a crescere (nel mondo se ne contano più di un milione!) e continuano ad aumentare le domande sul framework che riceviamo. Per questo abbiamo deciso di dar voce alle più interessanti e diffuse, chiedendo risposta alla nostra formatrice ed esperta Carmela Occhipinti.

DOMANDA N.3: Qual è il tuo consiglio per implementare ITIL? Meglio un’implementazione per fasi o modello “big bang”?

itil implementazione

C: L’entusiasmo per l’adozione di ITIL da parte di un’organizzazione potrebbe condurre al tentativo di catturare tutti i processi nel framework di ITIL immediatamente e allo stesso tempo.
Ma, soprattutto se non stiamo parlando di un’organizzazione di piccola o media grandezza, questo approccio potrebbe essere non realistico e azzardato, per una serie di motivi legati sia al fattore umano che a quello tecnico: prima di tutto, scardinare un certo modo di lavorare possibilmente protratto nel tempo non è mai semplice, e richiede un’opera di persuasione soprattutto fra gli addetti ai lavori; inoltre, specialmente nel caso di un’organizzazione che non aveva precedentemente una struttura a processi, la mancanza di esperienza per dimensionare il lavoro ed il processo di cambiamento potrebbe rallentare o addirittura compromettere l’adozione di ITIL.

Di conseguenza, ITIL andrebbe adottato processo per processo, creando nuove sfide, diffondendo un’energia positiva con l’ausilio di professionisti che fungano da “evangelisti” e definendo obiettivi ambiziosi ma realistici e misurabili.

Così come suggerisce lo stesso ITIL, il processo dovrebbe essere un continuo miglioramento senza fine, ma con fasi di consolidamento che consentano di beneficiare dei risultati ottenuti fino a quel momento.

Scarica gratuitamente l’articolo con tutte le domande e risposte: ITIL: le risposte di un’esperta alle vostre domande

Hai perso le prime due domande? Leggi Quali sono i benefici chiave di ITIL – PERCHÉ CERTIFICARSI? e Che tipo di organizzazioni possono utilizzare ITIL?

Vuoi saperne di più su ITIL? Leggi l’articolo “Perché (e come) #ITIL migliora la comunicazione tra IT e business”  e il case study “ITIL in pratica: il case study Disney“.

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Carmela ha un’esperienza pluriennale anche a livello internazionale nel settore IT e nel management, approfondita attraverso il conseguimento di diverse certificazioni (ITIL Expert, PMP, PRINCE2, SCRUM Master). È trainer multilingua, esperta di finanziamenti nazionali ed europei, mentore presso aziende pubbliche e private di processi di innovazione e trasformazione aziendale.

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