Scrum User Story: cosa sono e come si creano?

Mercoledì Agile è la rubrica del nostro blog che propone delle piccole pillole di project management agile, per percorrere insieme i punti più importanti dell’approccio agile nella gestione dei progetti. Oggi parliamo di Scrum, in particolare delle user story: la nostra esperta Antonietta Fiorentino ci spiega cosa sono e come crearle.

metodologia agile scrum user story

Le user story rappresentano in generale tutte le caratteristiche, le funzioni, i requisiti, le migliorie e le correzioni per il prodotto da realizzare. Il modo migliore per crearle è di usare delle brevi e semplici descrizioni di una caratteristica o funzionalità vista dalla prospettiva dell’utente o del cliente del sistema.

Per facilitarti il lavoro puoi usare il modello seguente:

As a <type of user>, I want <some goal> so that <some reason>

Ad esempio: In qualità di Amministratore di Sistema voglio poter gestire gli account così che posso aggiungere nuovi utenti al sistema.

Usando questa tecnica sei spinto/a ad identificare per ogni requisito:

  • In qualità di => la tipologia di utente/ stakeholder a cui la funzionalità è rivolta
  • Voglio => la specifica funzionalità
  • Così che => il valore/vantaggio che quella funzionalità apporta

In questo modo potrai creare delle user story significative, compatte e comprensibili da chiunque, anche da chi non è un tecnico o faccia parte del Team.

Una user story dovrebbe più o meno corrispondere ad un’attività di quanti giorni o ore? 

Quando stimi le user story in realtà non ti riporti immediatamente a giorni o ore, perché spesso non ci sono informazioni sufficienti per poter esprimere con precisione questa misura. Ricordati che i cicli di lavoro agili nascono proprio per superare i limiti di una pianificazione iniziale troppo dettagliata, condotta quando ancora non ci sono le informazioni sufficienti e che quindi è inevitabilmente destinata ad essere smentita.

La complessità delle user story si misura in “story point”, che sono un’unità relativa, non direttamente legata ad una quantificazione temporale, o non necessariamente. Relativa significa che devi prendere come riferimento una user story che sai bene come implementare, dandogli il valore convenzionale di 1 story point. Dopo di che, valuti le altre in relazione a quella. Ad esempio, una user story da 3 story point è una user story che secondo te equivale a 3 volte – in termini di complessità e impegno da spendere – quella di riferimento.

Il numero di story point che possono essere implementati dal Development Team durante uno Sprint di chiama “Velocity” e dipende sia dal Team che dal contesto di progetto. All’inizio la velocity è sostanzialmente sconosciuta e ti puoi basare su dati storici di progetti precedenti con Team delle stesse dimensioni. In seguito puoi misurarla man mano che gli sprint procedono e quindi, basandosi su di essa, riportarti ad un impegno in gg/persona, sapendo che uno Sprint ammonta ad un certo numero di giorni di lavoro.

Ad esempio, se gli Sprint durano 4 settimane e il Team di sviluppo è composto da 5 persone, ogni Sprint avrà un serbatoio di 100 gg/persona di effort potenziale. Se la Velocity rilevata è, poniamo, di 50 story point, vuol dire che per quel Team e per quel progetto, 1 story point equivale a 2 gg/persona. Quindi potrai ricondurre la valutazione delle user story ad una misura temporale di tipo assoluto.

In termini generali non esiste una granularità ottimale. Sicuramente una user story non può essere troppo grande da non poter essere implementata in un singolo Sprint. Se è così, allora dovrai scomporla e ridurla per poterla gestire. Diciamo che in generale l’orizzonte temporale di una user story può variare tra i 10 e i 20 gg/persona di effort, considerando che poi, durante lo Sprint, le user story vengono analizzate e scomposte dal Development Team in task della durata di 1-2 gg/persona, cioè in unità di lavoro tali da poter garantire una misura di avanzamento a livello di Daily Scrum Meeting.

La nostra esperta ha risposto ad altre 8 domande su Scrum – scopri le risposte scaricando l’articolo completo Scrum: 10 risposte alle vostre domande

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L’esperta Antonietta Fiorentino è imprenditrice e Transformation Leader. Bi-modal PMO nella digital transformation e per l’innovazione delle grandi, medie imprese. Per QRP è trainer e agile business consultant.

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